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Avevo deciso che nella mia vita, qualunque cosa avrei fatto, sarebbe dovuto essere qualcosa a che fare con l'esplorazione e fare cose nuove. - Duane G. Carey

HEFT e futuri Programmi di Esplorazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Golkar   
marted́ 23 novembre 2010
In questi mesi e' in corso uno studio interno alla NASA per la definizione dei programmi futuri di esplorazione spaziale umana. Lo studio e' condotto da un team di esperti dell'Agenzia, chiamato HEFT: Human Exploration Framework Team. Durante l'estate, HEFT ha prodotto una prima iterazione di questo studio, incentrato su un concept per una missione umana verso un asteroide [Near Earth Asteroid (NEA) ].

Missione su un asteroideL'obiettivo di HEFT e' di identificare le strategie di sviluppo di nuove tecnologie e di missioni per i prossimi 15 anni, volte alla preparazione per una eventuale missione umana su Marte. In particolare, HEFT risponde alle nuove direttive della Casa Bianca in materia di esplorazione spaziale. Con la proposta di budget per l'anno fiscale 2011, l'amministrazione Obama ha proposto la cancellazione del previo programma Constellation (volto a un ritorno dell'uomo sulla Luna), in favore di un programma di ricerca e sviluppo e di espansione graduale delle capacita' di esplorazione mediante missioni orbitali che non prevedano l'atterraggio su superfici planetarie.

L'approccio in questione ricalca da vicino quanto descritto nel Flexible Path dell'Augustine Committee , il comitato di esperti guidati dal veterano dell'industria aerospaziale americana Norm Augustine, che nel 2009 ha condotto una revisione dei programmi di esplorazione umana della NASA, evidenziandone l'ambizione negli obiettivi non corrisposta nel budget a disposizione dell'Agenzia. Il posticipo di missioni planetarie consente, nell'ottica del Flexible Path, di sviluppare in tempi brevi piu' missioni di interesse scientifico verso obiettivi raggiungibili con basso dispendio energetico (quello che gli ingegneri aerospaziali sintetizzano con il concetto di delta V, o variazione di velocita' al veicolo spaziale impressa dai sistemi propulsivi di bordo e di lancio) - i sistemi di atterraggio planetario per "grandi masse" (come nel caso dell'esplorazione umana) richiedono invece maggiore investimento in termini di costi e coinvolgono maggiore complessita', e sono meno adattabili ad un riutilizzo per destinazioni diverse come la Luna e Marte.

Lo scorso Settembre 2010, il sito americano Nasawatch ha fatto trapelare alcune notizie inerenti alla prima iterazione dello studio di HEFT. Nella presentazione Powerpoint presente sul sito e' possibile vedere il concept della missione sull'asteroide, inclusa l'introduzione di tecnologie innovative di propulsione come la propulsione elettrica (mai usata per missioni umane finora), l'assemblaggio del veicolo di esplorazione presso un punto Lagrangiano del sistema Terra-Luna (una regione dello spazio in cui le accelerazioni gravitazionali della Terra e della Luna si annullano vicendevolmente, sede ad oggi di alcune missioni come i nuovi telescopi dell'Agenzia Spaziale Europea Herschel e Planck), ed i sistemi di esplorazione umana e robotica volti allo studio dell'asteroide stesso.

In questi ultimi mesi, il team di HEFT e' attualmente impegnato nella seconda iterazione dello studio, al quale si allega una ulteriore, importante questione. Al principio del prossimo anno, infatti, lo Space Shuttle verra' definitivamente decommissionato, creando un potenziale "gap" per gli Stati Uniti nella capacita' di inviare astronauti in orbita, ad esempio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Pertanto, sono in corso ora studi da parte della comunita' aerospaziale volti alla definizione del nuovo sistema di lancio, il quale dovra' essere in grado di trasportare carichi pesanti, analoghi a quelli trasportati dal vettore Saturn V delle missioni Apollo . A differenza degli anni '60, tuttavia, nuove tecnologie sono ora disponibili: gli ingegneri hanno fatto progressi nel migliorare l'efficienza dei sistemi propulsivi, nel mitigare alcuni dei problemi dovuti all'utilizzo di propellenti criogenici in orbita come l'idrogeno liquido, e nuovi concept sono disponibili come il rifornimento in orbita degli stadi del lanciatore (analogo a quanto viene fatto ad oggi per alcuni velivoli militari), o l'assemblaggio dei sistemi spaziali in orbita. Tali strategie consentono l'utilizzo di architetture di lancio differenti dai tradizionali sistemi "monolitici" come erano i lanciatori quali il Saturn. Tuttavia, le nuove strategie presentano le loro sfide tecnologiche, costi e rischi. Ad oggi non e' ancora chiaro quale sara' la nuova direzione in merito alla nuova famiglia di lanciatori per l'esplorazione umana, ma il mistero potrebbe svelarsi per la fine dell'anno, momento in cui il team di HEFT dovra' cominciare a trarre le conclusioni dalle proprie analisi.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 23 novembre 2010 )
 
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